Samuele D'Arenzo

Digital Product Designer

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CRM & Web App Developer

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Sales & Business Development Manager

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Blog Post

Demand Gen: annunci Shorts e Gmail a un clic

Settembre 25, 2026 Marketing
Demand Gen: annunci Shorts e Gmail a un clic

Uno swipe su YouTube Shorts può far scoprire un prodotto; il passaggio successivo, però, spesso costa un altro tocco. Il 24 settembre 2026 Google ha annunciato nuove esperienze a un clic per le immagini nelle campagne Demand Gen: su Shorts e Gmail, l’utente può raggiungere direttamente la pagina di destinazione. Per chi pianifica campagne in Italia, la notizia è interessante soprattutto per una domanda pratica: la pagina, la creatività e la misurazione sono pronte per una visita così rapida?

Il punto in breve

Meno passaggi non significa automaticamente più vendite. Google ha comunicato un nuovo percorso di clic per alcune immagini Demand Gen su Shorts e Gmail. Prima di aumentare il budget, conviene verificare disponibilità nell’account, qualità della landing mobile e conversioni effettive.

Demand Gen su Shorts e Gmail: il nuovo clic

Nel suo Demand Gen Drop di settembre, Google spiega che un annuncio immagine su Shorts può portare alla landing page con un solo tocco quando si carica una creatività verticale 9:16 a pieno formato. L’azienda segnala un’esperienza semplificata anche per Gmail. Non è un nuovo social network né un formato che sostituisce tutte le altre campagne: è una modifica al percorso tra scoperta e visita.

La distinzione conta perché un clic più immediato può aumentare il traffico, ma non la qualità delle visite per definizione. Se l’annuncio promette un’offerta che la pagina non mostra subito, il vantaggio di velocità sparisce. La prima verifica non è il numero di clic, bensì la coerenza tra immagine, messaggio e schermata di arrivo.

Che cosa preparare prima di una prova

La guida Google per gli asset Shorts raccomanda creatività verticali pensate per il contesto mobile. Per questo non basta ritagliare un banner orizzontale. Il prodotto deve restare riconoscibile, il contrasto funzionare su uno schermo piccolo e il messaggio essere comprensibile anche durante uno scorrimento veloce.

Quattro controlli prima di spendere

  1. Account: controlla se la nuova esperienza è effettivamente disponibile per la tua campagna e il tuo mercato; un annuncio globale non equivale a un rilascio universale.
  2. Creatività: prepara una variante 9:16 leggibile sul telefono, senza nascondere prezzo, prodotto o proposta di valore.
  3. Pagina: apri la landing da rete mobile e verifica caricamento, coerenza del messaggio e facilità dell’azione richiesta.
  4. Misurazione: controlla eventi di conversione, parametri di campagna e qualità del traffico prima di confrontare i risultati.

Per quest’ultimo passaggio aiutano convenzioni UTM stabili. La nostra guida ai parametri UTM in GA4 mostra come separare sorgente, mezzo e campagna senza moltiplicare nomi incoerenti. Se si cambia insieme creatività, pubblico, offerta e landing page, diventa difficile capire quale elemento abbia prodotto una differenza.

Non si compra soltanto Shorts con Demand Gen

Un limite da chiarire prima di promettere una campagna “solo Shorts”: la documentazione Demand Gen indica che queste campagne possono distribuire annunci tra YouTube, Discover, Gmail e partner video; non permettono di acquistare esclusivamente gli annunci Shorts con questo tipo di campagna. La novità del clic non elimina la logica multi-superficie. Si possono usare controlli e report disponibili nell’account, ma le conclusioni devono guardare la distribuzione reale, non il nome della creatività.

Come leggere i risultati senza confondere il segnale

Partirei da un test limitato, con un obiettivo già tracciato: richiesta di contatto, iscrizione o acquisto. Poi confronterei non soltanto il costo per clic, ma tasso di conversione della landing, costo per risultato e qualità delle richieste. Un aumento di visite può essere positivo se porta clienti pertinenti; può anche segnalare curiosità poco qualificata.

Google cita per Gmail una crescita media delle conversioni delle creatività immagine del 40% a parità di ritorno sull’investimento, usando dati interni globali di febbraio 2026. È un dato dell’azienda, non una previsione per il singolo account italiano. Dimensione del pubblico, offerta, feed e pagina possono cambiare molto l’esito: il benchmark non sostituisce un esperimento sul proprio contesto.

Una novità da trasformare in verifica operativa

La domanda utile non è se Demand Gen “funzioni” in generale. È se il percorso dall’immagine alla pagina perda meno persone senza peggiorare la qualità di chi arriva. Chi ha già un catalogo, una landing veloce e misurazioni pulite può impostare una prova controllata. Chi non li ha dovrebbe sistemare questi elementi prima di spostare budget: un clic in meno rende più visibili anche le incoerenze.

Fonti

Vuoi testare il nuovo percorso senza disperdere budget?

Possiamo verificare insieme creatività, landing e misurazione prima di impostare una prova Demand Gen circoscritta.

Parliamo del tuo test

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