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Blog Post

CIG e BDNCP: cosa cambia nel ciclo digitale dei contratti

Settembre 29, 2025 Acquisti
CIG e BDNCP: cosa cambia nel ciclo digitale dei contratti

Come richiedere CIG su ANAC tramite piattaforma certificata e BDNCP, illustrato da un camaleonte verde petrolio

Come richiedere il CIG su ANAC è una ricerca che riflette ancora il vecchio modo di lavorare. Dal 1° gennaio 2024, in via ordinaria, il Codice identificativo di gara viene acquisito attraverso la piattaforma di approvvigionamento digitale certificata usata per gestire il contratto, mediante lo scambio di dati con la BDNCP.

La domanda corretta diventa quindi: quale piattaforma certificata deve usare la stazione appaltante, quali dati vanno preparati e in quale fase il flusso interoperabile produce il CIG?

Questa guida descrive il quadro disponibile al 29 settembre 2025 e non sostituisce la verifica della normativa, delle indicazioni ANAC e delle funzioni della piattaforma utilizzata.

Che cosa sono CIG, BDNCP, PCP e PAD

Il CIG identifica la procedura o il contratto ed è collegato agli obblighi di tracciabilità e al ciclo digitale.

La BDNCP, Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, è il fulcro informativo dell’ecosistema. Riceve i flussi delle piattaforme certificate e rende disponibili servizi e informazioni per le diverse fasi.

La PCP, Piattaforma Contratti Pubblici gestita da ANAC, abilita servizi come accesso alla BDNCP, Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico e pubblicità legale.

Le PAD sono le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate attraverso cui stazioni appaltanti ed enti concedenti gestiscono le fasi del contratto e scambiano dati in interoperabilità.

Dove si richiede il CIG?

Nel flusso ordinario il CIG non viene creato compilando un sistema separato. La stazione appaltante opera nella PAD scelta per la fase interessata; la piattaforma trasmette i dati previsti alla BDNCP e riceve il codice.

ANAC chiarisce che solo le piattaforme certificate fanno parte dell’ecosistema e possono scambiare i dati necessari. Il Registro Piattaforme Certificate permette di verificare certificazione e fasi coperte.

Questo significa che il percorso operativo può cambiare tra una piattaforma e l’altra, mentre restano stabili i principi: dati corretti, ruolo autorizzato, scheda coerente con la fattispecie e trasmissione interoperabile.

Il flusso operativo in sette passaggi

1. Definire fabbisogno e perimetro

Prima della piattaforma occorre chiarire oggetto, importo, procedura, lotti, responsabili, copertura e principali scadenze. Errori a monte si propagano nei dati trasmessi.

2. Verificare ruoli e accessi

La persona che opera deve disporre dell’identità digitale e dei profili necessari nella piattaforma. Ruolo organizzativo, incarico e abilitazione tecnica devono essere allineati.

3. Scegliere una PAD certificata

La certificazione può riguardare una o più fasi del ciclo di vita. Va controllato che la piattaforma copra l’attività da svolgere e che l’organizzazione abbia definito chi la amministra e assiste gli utenti.

4. Preparare i dati della procedura

Le informazioni richieste dipendono dalla fattispecie e dalla scheda applicabile. In generale possono comprendere oggetto, importi, CPV, lotti, soggetti, modalità di scelta, tempi e riferimenti organizzativi.

5. Compilare e validare nella piattaforma

Il sistema guida la creazione della procedura e segnala campi mancanti o incoerenti. La validazione tecnica non sostituisce il controllo amministrativo: un dato formalmente accettato può essere sostanzialmente errato.

6. Trasmettere il flusso alla BDNCP

La PAD invia le informazioni alla piattaforma ANAC tramite interoperabilità. Quando la fase lo prevede e il flusso è corretto, il CIG viene rilasciato e riportato nell’ambiente operativo.

7. Proseguire il ciclo digitale

Il CIG non chiude il lavoro. Aggiudicazione, stipula, esecuzione e altri eventi richiedono ulteriori comunicazioni. Il fascicolo deve restare coerente con decisioni, atti e dati trasmessi.

Che cosa non fare più

Dal 2024 SmartCIG non viene usato per creare nuovi codici; resta disponibile per consultare quelli già acquisiti. Anche l’idea di ottenere il CIG e gestire tutto il resto fuori dal ciclo digitale è incoerente con il nuovo impianto.

È inoltre rischioso usare guide basate su schermate obsolete. Nomi dei menu e passaggi possono cambiare: la fonte operativa va cercata nella documentazione aggiornata della propria PAD e nelle comunicazioni ANAC.

Affidamenti di importo ridotto: verificare le regole vigenti

Le modalità per specifiche fattispecie e importi sono state oggetto di comunicati e proroghe. Per esempio, ANAC aveva previsto un periodo di utilizzo dell’interfaccia PCP per alcuni affidamenti fino a 5.000 euro, con indicazioni modificate nel tempo.

Questo è il caso tipico in cui non va copiata una procedura da un articolo precedente: alla data di avvio occorre controllare comunicati, schede disponibili e istruzioni della piattaforma. Il principio prudente è usare il canale digitale certificato, salvo una possibilità espressamente vigente e applicabile.

Controlli prima della trasmissione

  • PAD presente nel registro e certificata per la fase;
  • utente associato al ruolo corretto;
  • fattispecie e scheda coerenti;
  • oggetto, importo e lotti allineati agli atti;
  • CPV e classificazioni verificati;
  • dati dei soggetti completi;
  • documenti e decisioni tracciati;
  • esito della trasmissione archiviato;
  • responsabile delle comunicazioni successive definito.

Errori frequenti nel ciclo digitale

Scegliere la scheda per tentativi

Il codice della scheda rappresenta una fattispecie. Se il dubbio è amministrativo, non va risolto cliccando finché il sistema accetta.

Confondere errore tecnico e dato errato

Un servizio non disponibile richiede assistenza tecnica; un importo o un ruolo sbagliato richiede correzione del processo. La segnalazione deve includere contesto, orario, identificativi non sensibili e messaggio ricevuto.

Non definire chi aggiorna le fasi successive

Se la responsabilità finisce con l’acquisizione del CIG, i dati possono restare incompleti. Conviene assegnare attività e scadenze lungo l’intero contratto.

Duplicare dati senza riconciliazione

Fogli, protocollo, gestionale e PAD possono contenere versioni diverse dello stesso importo. Serve una fonte autorevole e un controllo prima dell’invio.

Che cosa deve preparare un operatore economico

La richiesta del CIG appartiene alla stazione appaltante, ma il fornitore contribuisce con dati e documenti accurati. Ragione sociale, identificativi, dichiarazioni, requisiti, deleghe e informazioni di tracciabilità devono essere coerenti tra sistemi.

Per partecipare tramite Acquisti in Rete PA, l’impresa deve seguire i percorsi di abilitazione o partecipazione previsti dallo strumento. Il portale mette a disposizione Wiki, modulistica e supporto; le istruzioni vanno lette rispetto alla specifica iniziativa.

Domande frequenti

Il CIG si richiede ancora direttamente su ANAC?

In via ordinaria viene acquisito tramite la piattaforma certificata che scambia i dati con la BDNCP. Funzioni PCP specifiche vanno verificate nelle indicazioni vigenti per la fattispecie.

Che cos’è la BDNCP?

È la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici gestita da ANAC, fulcro dei servizi e dei flussi informativi del ciclo digitale.

SmartCIG è ancora utilizzabile?

Non per creare nuovi codici dal 1° gennaio 2024. Il servizio consente la consultazione degli SmartCIG già acquisiti.

MePA e BDNCP sono la stessa cosa?

No. MePA è uno degli strumenti di e-procurement disponibili su Acquisti in Rete; la BDNCP è la banca dati nazionale con cui le piattaforme certificate interoperano.

Fonti e data di verifica

Contenuto verificato rispetto alle informazioni disponibili al 29 settembre 2025. Fonti principali: ANAC, digitalizzazione dei contratti pubblici, ANAC, Piattaforma Contratti Pubblici e Acquisti in Rete PA.

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